lancio tandem paradutismo a lucca, tassignano

Viaggio 4300 metri sopra il cielo

“Perchè? perché lo sto facendo? Perchè mi sto lanciando nel vuoto?”

E’ questa la domanda del portellone aperto. Sei lassù.. a 4300 metri e te le chiedi perché..!

L’idea del lancio è nata da un ragazzo.. kiter.. conosciuto in spiaggia.
Calambrone (Livorno). Giornata di libeccio, aria di tempesta e pioggia in arrivo. Attendo le condizioni ideali per uscire e intanto faccio conoscenza con i miei nuovi e futuri compagni di avventure. E’ il novembre di due anni fa ed io ho iniziato da poco a fare kite.
Parliamo, ci conosciamo e ci scambiamo i contatti.
Dopo qualche giorno mi arriva un sms. E’ il ragazzo che ho conosciuto in spiaggia.

“Ho sempre desiderato fare una cosa e tu mi sembri la persona giusta con cui condividerla”
“Un lancio in paracadute”

Facciamolo!! Individuato il giorno, chiamo la scuola paracadutismo di Lucca e prenoto. Confermato! Non è possibile tirarsi indietro!
Che cosa abbia spinto e che cosa abbia visto in me, il mio nuovo amico di vento, per farmi questa proposta, non lo so… o forse si. Forse è ben visibile la mia ricerca e curiosità nei confronti di tutto ciò che è adrenalina, libertà!

9 Novembre 2014. Arriviamo di buon’ora all’aeroporto di Tassignano (Lucca).

In hangar decine di ragazzi ed istruttori stanno meticolosamente ripiegando il loro paracadute. Lo capirò successivamente quanto sia importante e delicato questo momento. Un errore può essere fatale per la corretta apertura della vela.

Qualificati istruttori Tandem ci accolgono. Ci fanno firmare una liberatoria, dove prendiamo atto e responsabilità dei rischi legati a questo sport estremo, ed entriamo in un aula.

Piccola lezione teorica su attrezzatura, sicurezze e posizioni da mantenere in fase di lancio, caduta libera e atterraggio.
Ci rendono partecipi e responsabili di ciò che stiamo facendo. Consapevoli ed istruiti sull’utilizzo dell’attrezzatura e la postura da mantenere onde evitare eventuali spiacevoli infortuni.

Ok ci siamo! Ripasso pratico delle posizioni e via diretti al piccolo aereo.

La salita in aereo dura circa 15 minuti. Siamo una decina di persone. L’atmosfera è carica, l’adrenalina già scorre nei miei compagni di avventura! Piloti tandem e cameraman euforici. Giocano, si divertono mentre la Cappellini si sta già chiedendo.. “perché?”.

Incredibile! Tra poco ci lanceremo nel vuoto e quassù stiamo giocando a Sette e mezzo!

Ed i 15 minuti di arrivo in quota, di ansia per la Cappellini, sono già volati!

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4000 metri: inizia a calare il silenzio.

4100 metri: gli istruttori iniziano a fare il check delle imbracature e sistemi di sicurezza.

4300 metri: ci siamo! L’aereo si stabilizza. Il portellone si apre!

Io sarò la prima!
Mi chiedono se ne sono ancora convinta o se preferisco ritirami. Giammai! Rinunciare??  Mai e poi mai Orgoglio Cappellini si tira indietro!

Ci mettiamo in posizione, il mio cameraman è già fuori. Anche io sono già fuori, sotto i miei piedi il niente!

Il mondo visto dall’alto!

Ecco! Quel momento dura un istante! Ma te lo chiedi perché, perché decidi di lanciarti nel vuoto!
Il cameraman mi dice “Elisa Sorridi!” ma sul mio viso niente che ricordi vagamente un sorriso…

E via! Ci siamo lanciati! Caduta libera!

La sensazione è quella tipicamente da “cuore in gola”. Il doppio, il triplo, il quadruplo, il decimo in più rispetto alle più spaventose montagne russe.
Siamo a 200 km/h in caduta libera e l’istruttore mi fa cenno di aprire le braccia. Io per un attimo non voglio, mi sento più sicura e protetta con le braccia raccolte al torace. Che assurdità l’istinto umano! A 200 km/h ciò che ti salva la vita non è certo una posizione di sicurezza a braccia raccolte!!
Mi fido, le apro ed ecco che inizia il gioco. Mi sto abituando alla caduta libera. Il cameraman si avvicina ed solo puro divertimento!

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1 minuto di caduta libera che sembra un’eternità!

E’ gioco, divertimento, libertà assoluta!

Un occhio all’altimetro ed il minuto è già passato. Il mio istruttore fa cenno di apertura paracadute ed il cameraman si allontana.
In fase di apertura si ha la stessa sensazione di “cuore in gola” della caduta libera. La stessa sensazione dello “Space Vertigo” di Gardaland (per chi l’ha provato): un’ improvvisa rapida ascesa verticale.

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Stiamo rallentando in realtà e siamo passati da una velocità di caduta libera di 200 km/h ad una velocità di 80 km/h e poi progressivi 20 km/h.
La fase di volo a vela aperta dura circa 5-7 minuti. Ed è il secondo momento magico dopo la caduta libera.

Galleggio, volteggio in una posizione comoda e sicura.

Ammiro il panorama. La vista sulle mura di Lucca, il mare, le Alpi Apuane, le montagne dell’Appennino, la Versilia, Pisa, Livorno. È  una nitida giornata di sole.. non poteva andare meglio!
L’istruttore mi avvicina le maniglie e mi chiede se voglio provare a pilotate il paracadute. In fondo non è molto diverso dal kite. Le manovre richiedono solo più vigore.
Ed ecco che siamo vicini al punto di atterraggio. L’istruttore si mette in giusta posizione, su le gambe per la Cappellini e atterraggio morbido!

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Ed è già finito! In meno di 10 minuti quante emozioni!!

Ancora devo realizzare ciò che ho fatto. Lo farò nelle ore, nei giorni e persino nelle settimane successive! Ed ogni volta che guarderò il video del mio lancio la stessa emozione, la stessa scarica di adrenalina, la stessa sensazione di assoluta libertà!
Quel giorno, quel luogo e quei ragazzi li ricorderò. Mi hanno portato lassù..

…a 4300 metri sopra il cielo!

paracadutismolucca.it

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